Lotta poco libera – Le Pagelle del Gran Chelem

Charlie Whiting ha fatto anche cose buone. Solo che, al momento, non me ne viene in mente nessuna. A meno che uno non goda particolarmente nel vedere tre piloti diversi andare a prendersi il terzo posto sul podio dietro a delle Mercedes che non si è filato nemmeno Toto Wolff. La gara Messicana, comunque, ci ha regalato molte emozioni, molti attimi concitati, e un cospicuo numero di “honestly”. Quindi, andiamo a dare i voti!

MERCEDES 8 Prima fila, doppietta in gara ma vengono inquadrati meno delle Manor. Hamilton domina senza problemi anche dopo che via radio gli comunicano di guidare una F1 e una golf car. Rosberg riprende la sua routine alla Barrichello arrivando secondo dopo aver rischiato di essere mandato per boschi dal sempre esuberante Verstappen. Dopodichè, scompaiono fino al podio (ma anche lì nessuno si degna di dedicargli un fotogramma).

FERRARI 9 Strategia azzeccata con Vettel (e già questa è una notiziona) che percorre la distanza Terra-Luna con le Soft, infischiandosene di Hembery e delle previsioni dell Pirelli, più disattese di un pronostico di Giancarlo Fisichella. A fine gara decide di far scoppiare una rissa coi due della red Bull, dalla quale ne esce prima sconfitto, poi vincitore, e infine sconfitto e mazziato. Il suo team radio nei confronti di Charlie Whiting è diventato il nuovo inno nazionale della Germania, dell’Italia e di altri 20 o 30 stati. Raikkonen, dal canto suo, si fa la sua gara tranquilla e arriva sesto, ma almeno evita di scannarsi con tutti quelli che incrocia.

RED BULL(I) 6 Essendo fallito il piano di Verstappen di spedire Rosberg al confine con il Guatemala, il box ordina al pargolo di non far passare Vettel. Ne consegue un diverbio che in confronto la guerra fredda è stato un lunedì di Pasquetta. Alla fine, non si capisce bene come, Ricciardo arriva sul podio. Rosberg si è comunque detto felice di condividere il podio con Vettel: “Almeno non ho dovuto bere lo champagne da quella stramaledetta scarpa!”

gp messico 2016

FORCE INDIA 8 Nella propria gara di casa bisognerebbe fare bella figura. Invece ciò non è accaduto (a meno che Hulkenberg, settimo, non abbia preso la cittadinanza messicana dopo aver messo incinta qualche amica). Perez infatti prende solo un punto, riuscendo a non superare Felipe Massa dopo un duello più lungo della fila di zeri del conto in banca di Bernie Ecclestone.

WILLIAMS 8 Valtteri Bottas segna il nuovo rcord di velocità in Formula 1, battendo i 370 km/h di Montoya nel 2005 a Monza. Unica differenza tra i due, è che Montoya vinceva, Bottas no. Massa, come detto, si esibisce meravigliosamente nel ruolo di “tappo” e blocca Perez per 982429363897 giri e altrettanti tentativi di sorpasso da parte del messicano.

SAUBER 7 Una delle gare migliori, in quanto Ericsson (quello che si chiama come la marca di elettrodomestici) finisce 11°. in Sauber, durante il triello tra le Red Bull e Vettel stavano facendo la danza della jella perchè si buttassero fuori a vicenda, ma non ha funzionato. Di Nasr non si hanno notizie, l’ultima volta lo hanno visto completare il 9827613429° giro con le gomme medium.

MCLAREN 6 Gara senza infamia nè lode per le due vetture di Woking. Alonso approfitta dell’aiuto di Sainz per fare un po’ di rally (del resto il padre di Carlos ne capisce…) ma il momento più emozionante della scuderia inglese è quando nelle libere Vettel dà dell’idiota allo spagnolo. Il quale giustamente si è offeso, visto che le persone non molto sveglie vanno chiamate “Geni”.

RENAULT 5 Ancora una volta Palmer (che sta davanti al compagno) e Magnussen si affannano a ben figurare per farsi rinnovare il contratto in Renault. Contratto la cui bozza giace già i un tritacarte.

TORO ROSSO 4 Una pista di motore come quella messicana non è adatta alle STR con power unit 2015. Sainz e Kvyat lo sanno benissimo, e infatti concludono mezz’ora dopo i primi. Il russo tuttavia, amando le tradizioni, ci tiene a farsi dare un po’ di epnalità assortite. Tanto per gradire.

HAAS 3 Menzione speciale per il pilota di casa Esteban Gutierrez, capace, in qualifica, di andare in testacoda proprio mentre sopraggiungeva Grosjean. Riuscendo, in un colpo solo, a rovinare il suo giro e quello del compagno. Ammettetelo, nessuno era mai arrivato a tanto… In gara butta fuori Wehrlein, ringalluzzito dalle parole di Montoya che gli augura buona gara in radio e gli inonde un po’ del suo potenziale distruttivo.

MANOR 4 Ocon è ultimo, Wehrlein è il primo. Primo a ritirarsi, eh! Cosa avevate capito…