Oste, ancora una scarpa! – La Pagelle del Gran Chelem

La Malesia ci ha riservato una gara a due facce. Da una parte le tradizioni (Vettel che si schianta al via, Ricciardo che beve dalla sua calzatura, la Ferrari che toppa strategia) e dall’altra delle novità assolutamente inedite (Il motore Mercedes che finisce in cenere, Verstappen che sta buono dietro a un altro pilota senza tentare di scavalcarlo con la grazia di una carica di elefanti). Andiamo s cartabellare i singoli eventi.

MERCEDES 6 Per una volta la sfiga li bersagli entrambi, Rosberg ed Hamilton. Nico viene catapultato fuori da Vettel alla prima curva, Lewis fa un barbecue con la power unit proprio in casa della Petronas. ‘è da dire che Rosberg recupera, anche con un sorpasso su Raikkonen che a confronto Verstappen è una educanda in collegio. Anche se, a giudicare dalle sue espressioni sul podio, avrebbe preferito arrivare quarto ed evitare di sosrseggiare champagne dalla calzatura di Ricciardo.

RED BULL 9 La prima doppietta non Mercedes dal 2013. Non male, considerando che all’inizio dell’anno le prendevano dalle Toro Rosso e ora salutano le Ferrari con una pernacchia. Verstappen nei panni dello scudiero è come Raikkonen nelle vesti di un astemio convinto, ma probabilmente dai box lo hanno minacciato di togliergli la playstation per una settimana se non avesse lasciato la vittoria a Riccio.

GP Malesia 2016

FERRARI 4 Il proverbio dice che toccato il fondo si può solo scavare. Loro hanno già tirato fuori una escavatrice. Così, dopo una qualifica che ci fa tornare in mente il 2011, Vettel si frantuma alla prima curva come il miglior Maldonado, mentre a Raikkonen affidano una strategia come al solito elaborata da un ubriaco. Ma state sereni: a Maranello già lavorano alla macchina del prossimo annio.

MCLAREN 8 Dai e dai hanno recuperato fino a fare ottimi risultati. Alonso settimo, Button nono. Certo, festeggiare per 8 punti totali non è roba da Mclaren, ma considerando che Fernando partiva dall’ultima fila (power unit sostituita, che peraltro nemmeno è detonata) è incoraggiante. Alonso, del resto, si è commosso vedendo Hamilton, scoprendo che anche ad altri bruciano i motori.

FORCE INDIA 6 In una pista che li vedeva favoriti, Hulkenberg e Perez pasticciano, a un certo punto scompaiono, ma nessuno si prende la briga di cercarli.

HAAS 3 Non esattamente una grande gara. Grosjean a un certo punto decide di andare a fare castelli di sabbia direttamente nella via di fuga. Gutierrez invece perde la sua eccellente penultima posizione e la ruota anteriore sinistra montata con il vinavil al pit stop.

TORO ROSSO 7 Ormai le loro gare seguono un copione abbastanza omogeneo. Buona qualifica, casini di Sainz, grossi casini di Kvyat, arrivo fuori dalla zona punti. Se non altro, lo seguono con fedeltà.

RENAULT 8 Palmer arriva a punti. Neppure lui sa come possa essere successa una cosa del genere.

WILLIAMS 2 Le piste con lunghi rettilinei sono molto adatte alla Williams. Ma Bottas e Massa non lo sanno, così continuano ad arrivare dietro lo stesso.

MANOR 7 Bazzicano nella top ten, ma poi sprofondano indietro. Da segnalare che Ocon, pur essendo uno dei più lenti in pista, riesce a superare per due volte il limite di velocità ai box.

SAUBER 3 Avrebbero preso il posto di qualsiasi altra scuderia a parte la Manor. Manco a dirlo, hanno preso il posto della Manor.

E noi ci vediamo tra una settimana, dopo la gara del Giappone. Patria del sushi, della Honda e del “GP2 engine”.